Tradizioni sulle festività di Ognissanti e della commemorazione dei defunti. Racconti da alcuni blogger di bloggalo!
di Sciacca Bloggalo! il 31 ottobre 2009 alle 0:01:16
Pubblichiamo qui gli interventi di alcuni blogger del network di bloggalo! in merito alle festività, tradizioni, usi e costumi relativi alle festività di ognissanti e della commemorazione dei defunti.
Stefano Siracusa e Francesco Gallo di Sciacca bloggalo!
La festa di Ognissanti e dei morti è la risposta tradizionale della nostra città alla festa di halloween, fondata su ben altre credenze e substrati culturali.
A Sciacca, e non solo, i due giorni del 1 e 2 Novembre sono dedicati principalmente alla commemorazione dei defunti, come vuole il calendario, e una grande folla di gente si riversa presso le tombe dei propri cari stracolme di fiori e lumini, chi per una visita veloce, chi invece per stare una intera giornata.
Altro aspetto della festa è legato ai bambini. Tradizione vuole che i defunti portino loro dei regali, nella notte a cavallo tra il 31 e l’1. Per l’occasione viene allestita presso il viale della Vittoria, una fiera di bancarelle prevalentemente di giocattoli (fiera che col passare degli anni va diventando sempre più esigua).
Un altro aspetto fondamentale di questa ricorrenza è quello culinario. In questi giorni compaiono nei banconi delle pasticcerie diverse varietà di dolci: prima fra tutti è la FRUTTA MARTORANA, dolci di pasta di mandorla a forma di ortaggi, frutti e non solo. Per alcuni è davvero difficile distinguerli dai frutti reali.
È anche usanza tra le coppie di fidanzati, che lui regali a lei “u panareddu”, cestino pieno di frutta martorana e delizie varie.
Altri dolci tipici sono gli SCARDELLINI, chiamati comunemente “ossa di morti”, caratterizzati dalla propria durezza
poi abbiamo i TARALLI, dolci tipici ricoperti da una glassa di zucchero e di cui esistono diverse varietà di colore e gusto
i BISCOTTI REGINA, ricoperti di sesamo
e i TORRONCINI con confettura di zucchina
.
Simona Minafò di Bologna bloggalo!
Non è stato facile reperire informazioni sulle tradizioni bolognesi circa la festa dei morti e quella di ognissanti. Anche perché ormai pare che entrambe siano state rimpiazzate dalla più esterofila e ahimè commerciale festa di Halloween: almeno a giudicare dal successo che questa festa straniera riscuote da alcuni anni fra i giovani e i meno giovani. Discoteche, pub e altri locali organizzano per il 31 ottobre serate e nottate all’insegna di horror, vampiri, teschi, fantasmi, pipistrelli e zucche! I bambini fanno a gara per avere il travestimento più macabro e si muovono in branchi, di porta in porta, travestiti da zombie, streghe e mostri di ogni genere. Ogni supermercato ha predisposto un settore specifico, traboccante di zucche di plastica lluminate, maschere spaventose, scheletrini e scheletroni, denti da vampiro, mani mozzate e quanto di più improbabilmente spaventoso si possa pensare. Insomma…una bella carnevalata, che secondo me ha perso la funzione di esorcizzare la paura della morte e dell’aldilà! Ma questa è solo la mia opinione.
Le festività del primo e del secondo di novembre sono in realtà feste religiose, e come tali in ogni regione vengono trattate. Pare che oltre alle canoniche funzioni, in Emilia Romagna nei tempi passati, i poveri andavano di casa in casa a chiedere “la carità di murt”, ricevendo cibo dalle persone da cui bussavano. La questua veniva fatta dai poveri, che bussavano alle porte chiedendo la carità per i morti e ricevendone cibo. Nel giorno dedicato al ricordo dei defunti è consuetudine visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari. In molte località è diffusa l’usanza di preparare alcuni dolciumi, chiamati infatti dolci dei morti, per celebrare la giornata, ma anche di lasciare libero un posto a tavola, apparecchiando come se il caro estinto sia comunque presente. Non risultano particolari celebrazioni per queste festività, se non legate più strettamente ad Halloween, per il quale sono organizzati feste per bambini, serate a tema e in alcuni quartieri anche notti bianche. Ma questa – come recita l’illustre Emiliano Lucarelli- è un’altra storia.
Vittorio Lascala di Crotone bloggalo!
Il rispetto e la commemorazione dei defunti in Calabria è ovviamente un momento sempre molto sentito, con il risaputo attaccamento da parte della gente ai propri cari. Le festività di Ognissanti sono l’occasione per riunire le famiglie, anche da lontano, in una terra che trova molti suoi figli lontano da essa, al punto che i piccoli paesi, spesso, si ritrovano ad essere improvvisamente ripopolati e rivissuti, anche con lingue diverse. Non esiste, in verità, una ben precisa tradizione, ma tuttavia questi momenti di riunione che si vengono a creare creano fragranze e sapori ben precisi.
Fragranze come quelle floreali, dato che i sacrari vengono letteralmente riempiti (e non per modo di dire) di fiori di ogni tipo, dalle rose ai gerani. E sapori, come quelli della cucina tipica calabrese che in questi giorni torna prepotentemente protagonista.
‘Nduja, sardella, e chi più ne ha più ne metta, riempiendo la tavola finchè possibile. Ma senza malinconia, senza tristezza, anche perchè
sarebbe la peggiore maniera di ricordare i propri cari.
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